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marzo 03, 2007

Rivoluzione 2.0: gli italiani rifanno l’Italia(.it)

Posted in: Approfondimento,Web,Webdesign

Questi sono giorni di fermento sulla blogosfera italiana: sta prendendo forma il progetto RItaliaCamp, che si prefigge di ricreare il criticatissimo e indecentissimo portale italiano di cui avevo parlato qualche giorno fa.

RItaliaCamp logo

Riassumo brevemente la vicenda.
Da qualche giorno è online il sito internet www.italia.it che dovrebbe rappresentare il Belpaese sul web in tutto il mondo. Il portale, corredato da un logo privo di originalità e di dubbia qualità, ha innescato moltissime polemiche e recensioni negative per il modo in cui è stato sviluppato (senza CSS, senza RSS, pieno zeppo di Flash, con ben due pagine introduttive prima di giungere alla home page, non conforme agli standard dell’usabilità e dell’accessibilità, con contenuti raccolti in modo confuso, ecc…) e, in particolar modo, per il suo costo: 45 milioni di euro (più 80.000 euro per il logo).
Con tale budget, ci si sarebbe aspettati un risultato molto migliore.

Italia.it con altri loghi simili

Da qui l’idea che sta alla base del RItaliaCamp: un incontro per pianificare, progettare e sviluppare un sito sostitutivo di Italia.it che dimostri che si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore con minori sforzi.

Il tutto nella quasi indifferenza dei grandi media. Uno dei pochissimi quotidiani interessati alla vicenda è “La stampa” e, tramite un suo interessante articolo, si è venuto a sapere che, al momento, è stato speso “solo” 1 milione di euro. I restanti investimenti sono ancora nelle casse dello Stato a causa di un contenzioso aperto proprio a causa dei pessimi lavori presentati.

Confronto del logo di Italia.it con altri loghi simili

Nel frattempo si è preferito iniziare a utilizzare quanto fatto e, quindi, è lecito aspettarsi, in un prossimo futuro, una versione riveduta di Italia.it. A tal riguardo, di giorno in giorno, si notano piccole migliorie apportate al lavoro.
Tra le tante modifiche, la totale sparizione, dalla pagina del “Chi siamo” dei responsabili e degli sviluppatori del portale, che, grazie a Dario Bonacina, riporto per dovere di cronaca affinchè restino impressi nella memoria del web. A causa loro si deve la prima Rivoluzione 2.0.

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